iDATI

“Cresce il futuro:  aumentano gli occupati e gli investimenti delle cooperative sociali nel welfare dell’Italia” 

Le cooperative sociali e i consorzi aderenti a Federsolidarietà – Confcooperative sono 6.148 (il 67,2% di tipo A e il 32,8% di tipo B, 252 i consorzi). Sono 227.100 i lavoratori, comprese 16.800 persone svantaggiate nelle cooperative sociali di tipo B, e oltre 222.000 i soci, compresi 24.000 soci volontari e 5.800 persone giuridiche nelle basi sociali delle nostre cooperative di cui circa 4.500 sono soci finanziatori che investono risorse proprie, risorse private, nel welfare sviluppato dalle nostre aderenti. Negli ultimi sei anni, dal 2008 al 2014, sono nate nel nostre sistema 2.363 nuove cooperative sociali e nei primi cinque mesi di quest’anno altre 194. Negli ultimi 6 anni è nata ogni giorno una nuova start-up di giovani che si mettono in proprio scommettendo sul proprio futuro.

Gli occupati dal 2008 al 2014 sono aumentati di 43.000 unità. In un contesto nazionale di crescita della disoccupazione le nostre cooperative sociali sono state non solo un baluardo ma anche un motore di occupazione in particolare per i giovani e le donne.

Negli anni della crisi, in un contesto di erosione dei margini e della redditività, nonché di crescita del peso dei costi del personale sul fatturato, emerge lo sforzo generoso dei soci delle cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà dell’accrescere la dotazione di capitale, e, di fatto, nel sostenere il mantenimento e la crescita occupazionale e, talvolta, i costi dei servizi, senza penalizzare gli utenti beneficiari dei servizi stessi. Papa Francesco all’udienza concessa a Confcooperative il 28 febbraio 2015 ha detto che in cooperativa “uno più uno fa tre”. E’ questa la spiegazione della capacità del nostro sistema a resistere alla crisi: le virtù del modello di sviluppo cooperativo.

In particolare, dalle verifiche empiriche sui bilanci d’esercizio dal 2008 al 2013, la crescita del valore della produzione tra il 2008 e il 2013, sebbene sostenuta ma in decelerazione, risulta inferiore sia alla crescita dei costi del personale, sia alla crescita dei crediti verso i clienti, rappresentati in maggioranza da Enti Pubblici. Nel complesso, tra il 2008 e il 2013, il totale del valore della produzione nelle cooperative aderenti attive nel periodo in esame è aumentato del +30,7% ed è, al 2014, di € 6,4 miliardi.

Sebbene in nelle cooperative sociali aderenti il costo del personale ha proseguito a crescere, a testimonianza dell’attenzione rivolta agli addetti occupati, in maggioranza soci stessi delle cooperative in cui prestano lavoro. In tal senso, il totale dei costi del personale tra il 2008 e il 2013 nelle cooperative attive aderenti è aumentato del +35,5%. Sono state le politiche virtuose di accrescimento della dotazione di capitale sociale aumentato dal 2008 del +63,1% che hanno contribuito in misura maggiore a sostenere la crescita.

Cresce sempre di più la quota di mercato privato delle nostre cooperative sociali, che si rivolgono in definitiva direttamente alle famiglie e agli utenti dei servizi: siamo al 42%.  Nelle regioni del Nord Italia è superiore al 50%. Crescono i bisogni e al contempo la capacità di rispondervi.

Il totale del capitale investito, ovvero il patrimonio attivo, tra il 2008 e il 2013, ha registrato una variazione in aumento pari a +39,3% al 2013 è pari 4,3 miliardi di Euro nel 2013. Questo dato considera solo le cooperative sociali ed i consorzi già attivi nel 2008, per cui è un dato sottostimato, maggiore pertanto considerando le 2.500 start-up nate in questi ultimi anni.  Quando diciamo che il welfare sviluppato dalle nostre cooperative sociali è un investimento per il Paese e per i cittadini, lo facciamo sulla base di questi dati. Cresce, quindi, sempre di più l’investimento del nostro sistema di cooperative sociali nel welfare; in questi anni di crisi siamo riusciti non solo a mantenere l’occupazione, ma anche a incrementare le risposte ai bisogni dei cittadini.

Fonte: Centro Studi Confcooperative.