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ENRICO PESCE ELETTO PRESIDENTE DI FEDERSOLIDARIETA’ PIEMONTE

ENRICO PESCE ELETTO PRESIDENTE  DI FEDERSOLIDARIETA’ PIEMONTE Eletti presidente e consiglieri della federazione piemontese delle cooperative sociali 

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Al Teatro Le Musichall ha avuto luogo l’assemblea elettiva di Federsolidarietà Piemonte, federazione che in Confcooperative rappresenta 404 imprese cooperative sociali attive nella nostra regione, di cui quasi la metà nell’area metropolitana. Si occupano di servizi alla persona (per infanzia, minori, famiglie, anziani, riguardanti salute mentale e dipendenze, bisogni educativi, abitativi, socio sanitari e di orientamento al lavoro) e inserimento al lavoro di persone svantaggiate. Fitta la partecipazione dei cooperatori e delle autorità.
E’ stato eletto all’unanimità presidente della federazione regionale Enrico Pesce, presidente del Consorzio Il Filo da Tessere di Biella, che ha ringraziato i cooperatori per la fiducia accordatagli e il presidente uscente Guido Geninatti per l’importante lavoro svolto. Pesce ha confermato il suo impegno per lo sviluppo delle cooperative sociali e, tramite queste, delle comunità in cui sono inserite.
L’assemblea è stata aperta dal presidente di Confcooperative Piemonte Domenico Paschetta, che ha valorizzato l’importante apporto di questo settore per tutta la cooperazione piemontese, e la sua capacità di innestare processi virtuosi e inclusivi nelle comunità locali.
“Si apre – ha dichiarato Guido Geninatti, presidente uscente nella relazione con cui ha concluso, dopo due mandati, il suo impegno istituzionale - una fase nuova per la cooperazione sociale.
Partendo dai risultati ottenuti, dobbiamo proiettarci in un terzo tempo della cooperazione in cui il welfare e lo sviluppo guardino a nuove iniziative e mercati, e la produzione di ricchezza diventi un elemento centrale finalizzato alla redistribuzione, in forme diverse, per realizzare economie virtuose che contrastino le profonde diseguaglianze che sono presenti, e si stanno via via accentuando, nel nostro Paese”.
Geninatti ha illustrato i dati, che attestano la capacità di resilienza della cooperazione sociale, che ha saputo reggere mantenendo l’occupazione, anche nei momenti più acuti della crisi: il valore della produzione è passato da 615 M/€ del 2010 a 813 del 2016. Il capitale sociale da 26,1 M/€ del 2010 a 31,8 M/€ del 2016. Ma sono gli occupati il dato più evidente: da 18.242 del 2010 a 22.466 del 2016, tenendo presente che, di questi, l’83 per cento è a tempo indeterminato. Si tratta di un dato occupazionale anche dal punto di vista qualitativo estremamente interessante.
Hanno partecipato al dibattito, tra gli altri, Flavio Zandonai, di Iris Network, Eliana Baici, Università Piemonte Orientale, Marco Camoletto, Osservatorio Fondazione del Piemonte.
Hanno concluso la mattinata l’intervento dell’assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari e le elezioni del presidente regionale, del consiglio regionale e dei delegati all’Assemblea nazionale che si svolgerà il prossimo 5 giugno a Roma.
“Le politiche di welfare sono un terreno potenzialmente fecondo per costruire processi di interesse generale - ha affermato Ferrari - Questo tipo di percorso fa emergere che su contrasto alla povertà e politiche attive gli attori pubblici e privati del welfare non sono attori residuali del sistema Paese”.
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