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BALDO CONFERMATO PRESIDENTE IN VENETO

BALDO CONFERMATO PRESIDENTE IN VENETO 441 cooperative sociali che prestano assistenza a oltre 1 milione e mezzo di persone.

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“Cari cooperatori, siate dei buoni capitani delle cooperative perché sono un bene della comunità.”

Riformulando una citazione di “Invictus” di William Ernest Henley, Roberto Baldo chiude il suo intervento ed inizia il suo nuovo mandato. Oltre 200 cooperatori lo hanno confermato all’unanimità Presidente di Federsolidarietà Veneto, la Federazione di Settore delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Veneto.

 

Padova, 3 maggio 2018 – Sono oltre 200 i cooperatori che ieri mattina hanno riempito la sala più grande dell’Hotel Crowne Plaza di Limena (PD) per prendere parte all’Assemblea di rinnovo cariche di Federsolidarietà Veneto, Federazione di settore di Confcooperative Veneto che riunisce 441 cooperative sociali che prestano assistenza a oltre 1 milione e mezzo di persone.

Un evento importante quello di ieri per la cooperazione sociale veneta, in quanto dopo 4 anni avviene il rinnovo delle cariche di Presidente e del Consiglio Regionale. Roberto Baldo, cooperatore sociale padovano da oltre 30 anni e Presidente uscente della federazione è stato rieletto all’unanimità.

“C’è il verso finale di un testo William Ernest Henley che amo molto “Sono il Padrone del Mio Destino e il Capitano della Mia Anima”- dice Baldo nel corso del suo discorso, con la voce rotta dall’emozione; un testo che Nelson Mandela leggeva per alleviare i suoi anni di prigionia e che, a mio avviso, rispecchia perfettamente chi siamo.
Siamo i capitani delle nostre cooperative è nostra responsabilità saperle guidare con attenzione e lungimiranza, senza mai perderne il controllo, perché le cooperative non sono di nostra esclusiva proprietà, sono un bene condiviso dai soci ed un bene della comunità, ed è nostro dovere prendercene cura e salvaguardarle dalle mareggiate e dalle tempeste, portandole a destinazione con tutto l’equipaggio sano e salvo”.

Ad aprire l’assemblea sono stati gli interventi di rappresentanti del mondo istituzionale, la presidente dell’Anci Veneto Maria Rosa Pavanello e l’Assessore Regionale al Sociale Manuela Lanzarin, del mondo accademico Giovanni Bertin dell’Universtà Ca’ Foscari e Lorenzo Biagi dell’Università IUSVE, e del mondo cooperativo a livello nazionale Giuseppe Guerini, Presidente uscente di Federsolidarietà Nazionale e Stefano Granata, candidato alla neo presidenza e attuale Presidente di CGM, la più grande rete italiana di imprese sociali.

“La cooperazione sociale è uno dei partner principali della Regione Veneto – sottolinea la Lanzarin – Ha saputo tenere in tempo di crisi, ha sempre avuto un occhio di riguardo per l’occupazione femminile, ha garantito numeri importanti. La Regione garantisce la massima apertura perché è un partner imprescindibile con cui costruire le parti normative, ma anche con il quale affrontare gli sviluppi di questa riforma del terzo settore cercando di garantire un modello di welfare che non vada a snaturare quella che è la specificità della nostra regione in materia di assistenza socio sanitaria”.

Se le istituzioni sottolineano la volontà di costruire insieme e co-progettare con la cooperazione, il mondo accademico e quello cooperativo pongono l’accento sulle nuove sfide che il mondo cooperativo dovrà affrontare: primo fra tutte quella del ricambio generazionale, ma anche l’approccio alle problematiche emergenti, la tenuta dell’occupazione con l’avanzare delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, le modalità per stimolare la partecipazione dei giovani non solo alla vita cooperativa ma alla cittadinanza attiva, come sottolinea in particolare Giuseppe Guerini:

“Oggi c’è il terrore della responsabilità, nessuno vuole assumersi le responsabilità, e questo si trasforma anche in paura di diventare socio di una cooperativa. Per quanto riguarda il lavoro e l’innovazione dobbiamo trovare il modo di gestire e valorizzare le opportunità derivanti da questa trasformazione che tocca tutti i settori della cooperazione. Ci sono cose che non si potranno sostituire: l’empatia, la capacità di dialogo, la compassione. Dobbiamo riuscire a trasmettere in modo chiaro alle persone che abbiamo una visione ed un modello di fare impresa che si radica su valori e comportamenti fondamentali per gli individui e per le comunità locali. La comunità di oggi qual è? La nostra sfida è quella di cambiare prospettiva ed evolvere dalla comunità di origine (quella geografica), alla comunità di destino (quella a cui puntiamo). La comunità di destino è quella che a livello più ampio vogliamo costruiamo con chi condivide i nostri valori ed un modello di sviluppo più equo, più giusto, più inclusivo e più sostenibile.”

 

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