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Terzo settore, «Bene via libera Senato. Ora scatti countdown per varo definitivo. Paese ha bisogno di nuove energie sociali»

Terzo settore, «Bene via libera Senato. Ora scatti countdown per varo definitivo. Paese ha bisogno di nuove energie sociali»

 

Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà Confcooperative

Terzo settore, «Bene via libera Senato. Ora scatti countdown per varo definitivo. Paese ha bisogno di nuove energie sociali»

 

L’approvazione del disegno di legge per la riforma del terzo settore da parte del Senato segna un altro passo in avanti. Auspichiamo ora che la Camera dei Deputati  approvi al più presto la legge e soprattutto che il Governo proceda entro il 2016 alla stesura dei decreti legislativi delegati. E’ ora che scatti il conto alla rovescia.

A due anni dall’avvio dell’iter della riforma c’è molta attesa nel terzo settore. La riforma sarà in grado di non tradire le attese se creerà le condizioni per generare innovazione e sviluppo sociale soprattutto attraverso la possibilità di rispondere ai tanti bisogni insoddisfatti nel settore del welfare, e la creazione di nuove opportunità occupazionali, grazie alle nuove previsioni sulle imprese sociali, in particolare per i giovani.

L’allargamento dei settori per le imprese sociali, la possibilità di attrarre capitali e finanziamenti “pazienti” (con basso rendimento e a lungo termine) per nuovi servizi, la semplificazione e la chiarezza delle procedure per acquisire la qualifica sono novità importanti che devono trovare nei decreti legislativi gli strumenti più idonei per  avviare una nuova fase.

Dalla riforma ci aspettiamo l'avvio di una stagione nuova in cui i cittadini abbiano l’opportunità per auto-organizzarsi e rispondere ai propri bisogni partecipando attivamente. Mettendosi insieme per valorizzare i beni culturali e ambientali abbandonati con azioni di sviluppo locale e di promozione turistica del territorio. Con risposte innovative nel settore del welfare per affrontare le nuove povertà con percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa. Per progettare servizi domiciliari e residenziali per le famiglie che devono fronteggiare la crescita della non autosufficienza. Con percorsi mirati di inserimento lavorativo per le persone disabili.

Sarà una riforma epocale se i decreti legislativi porteranno a compimento il riconoscimento culturale e giuridico della dimensione economica e imprenditoriale del terzo settore, emersa negli ultimi trent’anni ma con un potenziale ancora oggi enorme

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